Come era giusto fosse, abbiamo comunicato al dottor Ferdinando Pellegrino, psichiatra, che relazionò alla presentazione del nostro DUE ROSE SENZA SPINE al Museo FRAC di Baronissi, una notizia.
Tra il pubblico, quel giorno, Amelia c’era.
Amelia: le dedicammo DUE ROSE SENZA SPINE, e lei, che non poteva vedere (cieca da sempre), ascoltò.
Non c’è più; è morta, oggi.
Peccato. La sua storia di cieca, epilettica, reclusa in manicomio e poi liberata, sempre autosufficiente, resterà nella pelle.
Aveva, adesso, 101 anni. Con lei accarezzammo gatti, cani, fiori; raccogliemmo un merlo caduto dal nido e qualche mese dopo volò, libero.
Ciao, cara Amelia.
Alessia e Michela
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Abbiamo fatto avere ad Amelia una pianta di rose rosse, fiorita.
Una storia molto trisrte,
comunque adesso Amelia sta bene,
e ci guarda sorridendo dalla casa del Padre.
Con stima,
Elisabetta
Grazie, Elisabetta.
Amelia ha vissuto una storia incredibile, purtroppo ricca di ingiustizie atroci.
Era dolcissima. Ha dato molto, malgrado tutto.
Ricordo che tempo fa parlaste di lei in un altro contesto, che faceva riferimento alla Legge Basaglia. Il vostro affetto era il medesimo. E poi si parla di bene e di male, di sano o di malato… ma chi può decidere cosa sia il bene o il male? Finché si giudicherà e si condannerà secondo opinioni, si continueranno a commettere ingiustizie.
Ad Amelia un prato di papaveri rossi che ondulano al vento, la libertà!!
Che bello.
Amelia aveva una magia straordinaria. Fu amica di Rosa: 30 anni assieme in manicomio (senza ragione alcuna, eccetto l’essere epilettica) e Rosa era ammalata mentale. Il suo modo di fare la tranquillizzava. I parenti di Amelia dicevano: Amelia era la mente, Rosa il braccio.
Poi fu amica di Teresina (Teresina Esposito che sapeva solo rispondere alla domanda: Come ti chiami? E diceva: Teresina Esposito, da Castrovillari, Cozenza, Calabria).
Morta Teresina, giunta un’altra ospite sorda, strinse amicizia nuovamente e questa coppia è forse la più eticamente ricca di insegnamenti: una cieca e una sorda che si accompagnano negli ultimi anni di vita … Meraviglioso.
Ci comunicano che sul manifesto mortuario era scritto:
E’ morta la signorina Amelia …
Ci teneva molto, lei, Amelia, a dirlo che era signorina. Teneva ancora di più a NON dire che era cieca, che tutto ciò che faceva era normale e la sua condizione non limitante.
Un giorno la coscienza dei posteri rivaluterà tante cose ma, ormai, per chi sarà passato non vi sarà coscienza di ciò.
In fondo, credo che non siamo gli individui a vivere ma il vero organismo è la società. Un po’ come i coralli che noi vediamo come organismi ma in realtà sono colonie di esserini che nessuno considera nella loro individualità.
Pensiero domenicale…
Molto profondo. Vero. Tutto vero.