Gay-Odin è la più celebre fabbrica di cioccolato artigianale di Napoli: nasce nel 1894 dal giovane cioccolatiere piemontese Isidoro Odin e da sua moglie Onorina Gay e dal 1922 lavora nello stabile liberty di via Vetriera, nel cuore di Chiaia. Oggi è ancora un’azienda di famiglia, con diverse botteghe in città, una a Roma, una a Milano e uno shop online. Il nome non c’entra nulla con l’aggettivo inglese: è semplicemente l’unione dei cognomi dei due fondatori. In questa guida trovi la storia, i prodotti simbolo (dalla Foresta al Vesuvio, fino al sanguinaccio di Carnevale), gli indirizzi delle botteghe e le informazioni pratiche più richieste.
Gay-Odin in breve: le date da ricordare
- 1888: Isidoro Odin lascia il Piemonte e si trasferisce a Napoli.
- 1894: dall’incontro con Onorina Gay nasce il marchio Gay-Odin.
- 1922: viene inaugurata la fabbrica di via Vetriera, a Chiaia.
- 2008: apre la boutique di Milano.
- 2018: l’azienda entra nel Registro nazionale delle imprese storiche di Unioncamere.
- 2025: riapre, restaurata, la bottega originaria di via Chiaia 237.
Perché si chiama Gay-Odin? Significato e pronuncia
Il nome è la somma di due cognomi: Odin, quello di Isidoro, e Gay, quello di Onorina, discendente di una nota famiglia di maestri cioccolatieri piemontesi. Qui «Gay» è dunque un cognome, tipico delle valli piemontesi, e non l’aggettivo inglese: in molti cognomi di quelle zone la «y» si legge come una semplice «i».
Sulla pronuncia non esiste una regola ufficiale. È la stessa azienda, da sempre, a lasciare ai clienti la libertà di chiamarla come preferiscono: c’è chi dice «Gai-Odin», chi la pronuncia in modo più ricercato, e nessuna versione è considerata sbagliata.
Isidoro Odin e Onorina Gay: dal Piemonte a Chiaia
Alla fine dell’Ottocento Isidoro Odin è un giovane maestro cioccolatiere che lascia una terra di antica tradizione dolciaria per cercare fortuna a Napoli. Si innamora della città, allora vivace capitale culturale, e dopo i primi passi accanto a un parente cioccolatiere apre una propria bottega nel cuore di Chiaia, il salotto elegante di Napoli.
Nel 1894 l’incontro con Onorina Gay cambia tutto: i due si sposano e la bottega diventa Gay-Odin. Fin dall’inizio il marchio si distingue per due cose: la ricerca di materie prime eccellenti e la fantasia nell’inventare prodotti nuovi con nomi originali, come le ghiande, i nudi e la foresta. Il cacao viene tostato lentamente a legna e a basse temperature, per non alterarne le proprietà e conservarne l’aroma.
La fabbrica di via Vetriera: un gioiello liberty del 1922
Nel 1922, in via Vetriera, a Chiaia, Isidoro e Onorina inaugurano la fabbrica che ancora oggi ospita la produzione. Il progetto è dell’architetto veneto Angelo Trevisan, tra i primi rappresentanti della ceramica liberty in Italia e anticipatore del liberty napoletano. Lo stile floreale e il blu di Prussia del marchio nascono proprio in quegli anni.
Non è solo una fabbrica bella da vedere. Fu pensata come una fabbrica sociale ispirata all’esperienza di San Leucio: nello stesso stabile trovavano casa le famiglie degli operai, dei collaboratori e dei parenti, con una sensibilità verso chi lavorava che per l’epoca era molto avanzata. Con il tempo l’edificio è stato riconosciuto come monumento di interesse storico, e all’interno c’è un piccolo museo con i macchinari d’epoca.
La Foresta: il tronchetto di cioccolato che ha reso famosa Gay-Odin
Se c’è un prodotto che racconta Gay-Odin è il cioccolato Foresta, nato dalla creatività di Isidoro Odin e diventato un brevetto esclusivo del marchio. Uno strato sottilissimo di cioccolato viene fatto passare tra rulli fino a ridursi a una sfoglia quasi impalpabile, che il maestro cioccolatiere ripiega a mano su se stessa per creare l’effetto corteccia d’albero. Il risultato è un tronchetto friabile e leggero, che si scioglie in bocca.
La Foresta classica è al latte. Più recente è la versione fondente, la Foresta Nera, nata da un’intuizione di Giuseppe Maglietta: meno zucchero, consistenza più compatta, sapore più asciutto e una percentuale di cacao molto alta. Ancora oggi si lavora esclusivamente a mano nella fabbrica di Napoli.
I cioccolatini e le specialità storiche di Gay-Odin
I cioccolatini nudi
Sono una delle produzioni più ricche della casa: oltre sessanta varianti nate dalle ricette segrete di Isidoro Odin. Tra i nomi più noti ci sono i Gianduiotti, gli Imperiali, gli Amori, i Chicci di caffè, le Africanelle e le Cozze ripiene di maraschino. La fantasia dei nomi è parte del fascino.
Ghiande, noci e wafer
Le ghiande e le noci sono cioccolatini in guscio di wafer, ripieni di crema gianduia; i wafer sono cialde croccanti ripiene di crema al cacao. Nella bottega si trovano anche le scorzette d’arancia candite ricoperte di cioccolato fondente: le arance provengono dal piccolo giardino alle spalle della fabbrica.
Il Vesuvio di cioccolato
Il Vesuvio è un guscio di cioccolato artigianale che racchiude un cuore morbido di crema gianduia. È stato ideato dall’architetto e food designer Fabrizio Mangoni per celebrare Napoli, ed è oggi un’idea regalo iconica. Si trova in più formati: da 50 grammi (5 euro) a 100 grammi (6,50 euro), fino ai 400 grammi (40 euro) e al chilo (75 euro). I prezzi possono cambiare, quindi vale la pena controllare il listino aggiornato.
Il sanguinaccio napoletano
È una crema al cucchiaio di cioccolato fondente legata al periodo di Carnevale. La ricetta antica prevedeva il sangue di maiale, la cui vendita è vietata dai primi anni Novanta; oggi resta solo il ricordo di quell’ingrediente, e la crema si prepara con cacao criollo, latte intero, zucchero, burro di cacao, cannella e vaniglia. Niente addensanti: la cottura è lenta e la crema viene mescolata a lungo. Si accompagna tradizionalmente con chiacchiere e savoiardi da tuffare nel cioccolato.
Il tartufo gelato e la linea fredda
Ai cioccolatini si è affiancata negli anni una linea di gelati, con creme fredde e tartufi ispirati ai classici della casa: Foresta, Ghianda, Scorzetta, fondente con fave di cacao, gianduia, rhum e pistacchio. È il «tartufo di Gay-Odin» che molti cercano online: si trova nelle botteghe dotate di banco gelato, e sul sito ufficiale è possibile filtrare i punti vendita che hanno la gelateria.
Pasqua: le uova di cioccolato Gay-Odin
A Pasqua Gay-Odin è protagonista con le sue uova di cioccolato decorate a mano e con un uovo gigante alto circa due metri e mezzo, per un peso di circa tre quintali. Non a caso il periodo pasquale è quello in cui il marchio viene cercato di più. Nel 2027 la Pasqua cade il 28 marzo, quindi conviene muoversi con anticipo.
Chi vuole nascondere un regalo dentro l’uovo può portare la sorpresa in una delle botteghe e mettersi d’accordo con il negozio, tenendo conto che i tempi sono piuttosto lunghi. Per chi non vuole zucchero esistono le uova di cioccolato amaro. Nei periodi festivi, Natale e Pasqua compresi, anche la preparazione degli ordini online richiede qualche giorno in più.
Dove si trova Gay-Odin a Napoli: le botteghe
Le botteghe di Napoli si trovano soprattutto a Chiaia, nel centro storico e al Vomero:
- Via Chiaia 237, la bottega delle origini
- Via Vetriera 12, la sede storica della fabbrica
- Via Toledo 427
- Via Carducci 29
- Via Vincenzo Colonna 15b
- Via Benedetto Croce 61, nel centro storico
- Via Luca Giordano 21, al Vomero
- Via Francesco Cilea 189, nella zona del Vomero
Fuori Napoli, Gay-Odin ha una bottega a Roma, in via Stoppani 9 (quartiere Parioli), e una a Milano, in via San Giovanni sul Muro 19, in pieno centro. Gli orari cambiano da bottega a bottega e nei periodi festivi, quindi prima di andare conviene verificarli.
Visitare la fabbrica di via Vetriera: cosa si può fare davvero
Molti pensano di poter entrare nel laboratorio, ma non è così. Per ragioni di sicurezza e per le norme HACCP non si può accedere alla zona di produzione né prenotare visite guidate. Si può però entrare nel negozio della fabbrica, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 (con orari più ampi nei periodi festivi), e vedere il piccolo museo con i macchinari d’epoca.
Se ami i luoghi storici di Chiaia, vale la pena abbinare la sosta a una passeggiata nel quartiere.
Ingredienti e informazioni utili
- Il cacao: la lavorazione parte dal cacao criollo, importato crudo e tostato a legna. Non si usano conservanti, ed è per questo che in fabbrica non ci sono grandi scorte.
- Le tavolette fondenti: fondente al 65%, extra fondente all’85% e amara al 99%, senza zucchero.
- Il glutine: tra gli ingredienti del cioccolato non c’è, ma in fabbrica si lavora anche farina di frumento e non esiste un’area di produzione separata, quindi la contaminazione crociata non si può escludere. Chi è celiaco deve tenerne conto.
- Lattosio: il fondente non contiene latte tra gli ingredienti, ma vale la stessa avvertenza sulla contaminazione crociata.
- La patina bianca: è burro di cacao che affiora a causa degli sbalzi di temperatura, non è muffa né un difetto.
- Spedizioni: costano 10 euro in tutta Italia e 5 euro nel centro di Napoli, e sono gratuite per ordini online sopra i 75 euro. Fuori dall’Italia, in tutta l’Unione Europea, il costo è di 35 euro. Dopo la preparazione, la consegna richiede in genere 3-4 giorni lavorativi. Nei mesi caldi la spedizione dei cioccolatini può essere sospesa, quindi controlla la disponibilità prima di ordinare.
- Contatti: Numero Verde 800 20 00 30 (dal lunedì al venerdì, 9-16) oppure info@gayodin.it.
Gay-Odin oggi: un’azienda di famiglia
Con il passare degli anni l’attività passa ai parenti Castaldi, proprietari tra l’altro dello storico Gran Caffè Gambrinus, e poi al loro nipote Giuseppe Maglietta, che porta Gay-Odin a essere uno dei marchi napoletani più amati. Sotto la sua guida arriva il salto fuori città: prima con la bottega ai Parioli a Roma, poi con quella di Milano. Oggi Gay-Odin è ancora un’azienda a conduzione familiare, guidata dalla famiglia Maglietta con la moglie Marisa Del Vecchio, i figli Davide, Sveva e Dimitri e il genero Massimo Schisa, che cura anche la linea fredda e l’e-commerce.
Domande frequenti su Gay-Odin
Chi era Gay-Odin?
Gay-Odin non era una persona sola, ma una coppia: Isidoro Odin, cioccolatiere piemontese arrivato a Napoli nell’Ottocento, e sua moglie Onorina Gay, di una famiglia di maestri cioccolatieri. Dai loro cognomi nasce il marchio, registrato nel 1894.
Chi è il proprietario di Gay-Odin?
Gay-Odin è un’azienda a conduzione familiare: alla guida c’è la famiglia Maglietta, che porta avanti l’eredità di Giuseppe Maglietta. La società è la Fabbrica di Cioccolato Gay-Odin S.r.l., con sede in via Vetriera 12 a Napoli.
Perché si chiama Gay-Odin?
Il nome unisce i cognomi dei fondatori, Isidoro Odin e Onorina Gay. Non ha nulla a che vedere con l’aggettivo inglese.
Come si pronuncia Gay-Odin?
Non c’è una pronuncia ufficiale: l’azienda lascia ai clienti la libertà di dirlo come preferiscono. Molti dicono «Gai-Odin».
Dove si trova la sede di Gay-Odin a Napoli?
La fabbrica e sede storica è in via Vetriera 12, nel quartiere Chiaia. La bottega originaria è in via Chiaia 237; le altre botteghe sono sparse tra centro storico, Chiaia e Vomero.
Dove si trova Gay-Odin a Roma e a Milano?
A Roma è in via Stoppani 9, nel quartiere Parioli. A Milano è in via San Giovanni sul Muro 19, in pieno centro.
Quali sono le specialità di Gay-Odin?
Le più famose sono il cioccolato Foresta (al latte e fondente), i cioccolatini nudi, le ghiande, le noci e i wafer, il Vesuvio di cioccolato, le scorzette d’arancia, il sanguinaccio di Carnevale, le uova di Pasqua, le tavolette e i tartufi gelato.
Chi ha inventato la cioccolata Foresta?
L’ha ideata Isidoro Odin, il fondatore, che ne fece un brevetto esclusivo del marchio. La versione fondente è invece più recente e si deve a un’idea di Giuseppe Maglietta.
Quali sono gli ingredienti del Vesuvio di Gay-Odin?
È un guscio di cioccolato artigianale con un cuore morbido di crema gianduia. Fu creato dall’architetto Fabrizio Mangoni.
Dove posso trovare il tartufo di Gay-Odin?
Nelle botteghe con banco gelato: sul sito ufficiale puoi filtrare i punti vendita che hanno la gelateria. I gusti sono ispirati ai cioccolatini: Foresta, Ghianda, Scorzetta, fondente, gianduia, rhum e pistacchio.
Gay-Odin è senza glutine?
Il cioccolato non contiene glutine tra gli ingredienti, ma in fabbrica si lavora anche farina di frumento senza una linea separata, quindi non si può escludere la contaminazione crociata.
Quanto costano i cioccolatini di Gay-Odin?
Dipende dal prodotto e dalla confezione, e i listini cambiano nel tempo. A titolo di esempio, il Vesuvio da 100 grammi costa 6,50 euro e quello da un chilo 75 euro; per il prezzo aggiornato dei cioccolatini e delle uova di Pasqua conviene chiedere in bottega o consultare lo shop.
Si può visitare la fabbrica Gay-Odin?
Il laboratorio non è visitabile e non si organizzano visite guidate. Si può però entrare nel negozio di via Vetriera, dove c’è un piccolo museo con i macchinari d’epoca.
Come posso contattare Gay-Odin?
Con il Numero Verde 800 20 00 30 (lunedì-venerdì, 9-16) oppure scrivendo a info@gayodin.it.
