o castagnaro

O castagnaro

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O castagnaro era il classico venditore di castagne arrostite, le caldarroste, che esercitava la sua professione per le strade di Napoli in autunno e nel periodo invernale.

Era solito servirle in un cuppetiello, un cono di cartone o spesso di carta di giornale.

Il suo carrettino poteva essere fisso o mobile: erano spesso presenti nel centro storico nella Pignasecca fuori alla cumana di Montesanto, nei decumani in particolare verso San Gregorio Armeno o sul rettifilo, il corso Umberto I

Oltre alle classiche caldarroste che a Napoli si chiamano le veròle (dal nome del contenitore metallico bucherellato per cuocerle o’ verularo) offrivano anche le castagne allesse e le palluottele che erano castagne lesse le prime senza buccia e le seconde con che venivano cotte in un brodo caldo di acqua alloro semi di finocchietto e sale davvero buonissime.

coltello del castagnaro per incidere le castagne
coltello del castagnaro per incidere le castagne

Le castagne erano bucherellate o meglio incise per evitare che scoppiassero ed erano coperte con un panno di lana per far mantenere il calore.

Il coltello utilizzato dal castagnaro per intaccare le castagne è particolare ed è chiamato a maneche e cate (a mano di catino).

Alla figura del castagnaro il grande Ferdinando Russo dedicò anche una poesia:

‘O castagnaro tene ‘o ggrasso ‘o core!
Tutto ll’aonna e tutto lle va buono!…

S’ è arreccuto int’ ‘o Burgo ‘e Sant’Antuono,
Na mesura nu soldo, t’ ‘e po’ ddà!…

È na perzona intesa int’ ‘o quart’ere,
E quann’a Muntevergene s’avvia,

Chillo te fa fa’ ‘a follia, mmiezo ‘a via!
Tene ‘a muneta, e ‘a sape cummannà.

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