Aumma aumma (spesso scritto anche “aumm aumm”) è una delle espressioni più riconoscibili del dialetto napoletano: significa fare qualcosa di nascosto, sottobanco, senza farsi notare — con una sfumatura di complicità o di furbizia che nessuna traduzione italiana rende davvero. È inseparabile da un gesto preciso della mano, senza il quale l’espressione perde gran parte del suo significato.
Cosa significa “aumma aumma”
Quando un napoletano dice di aver fatto qualcosa “aumma aumma”, intende che l’ha fatto di nascosto, clandestinamente, magari anche in fretta e tenendo la bocca chiusa sull’argomento. Si usa per azioni tenute segrete, accordi presi sottobanco, o anche solo per qualcosa fatto silenziosamente per non attirare attenzione.
Perché si dice due volte: un’onomatopea ripetuta
“Aumma” da sola non significa nulla: è un suono, non una parola vera e propria. Riproduce il rumore della bocca che si chiude di scatto, labbra strette, sguardo furbo — un gesto sonoro prima ancora che verbale. Va sempre ripetuto due volte: il napoletano è ricco di queste ripetizioni volute (anafore), che rafforzano il significato invece di limitarsi a un’unica pronuncia. “Aumma” e basta suonerebbe incompleto; “aumma aumma” è la forma corretta e riconoscibile.
Il gesto che completa l’espressione
Dire “aumma aumma” senza il gesto che lo accompagna è come raccontare una barzelletta senza il finale: manca il pezzo che dà senso a tutto. Il gesto tipico prevede la mano rivolta verso il basso, con le dita che si muovono a cerchio, quasi a “mescolare” qualcosa nell’aria, accompagnato da uno sguardo ammiccante e complice. È un’espressione che nasce per essere recitata, non solo pronunciata.
Aummo…aummo: la canzone di Renzo Arbore
Una delle domande più frequenti su questa espressione riguarda proprio la musica, e la risposta richiede un chiarimento: esistono due canzoni diverse con nomi molto simili, spesso confuse tra loro.
La prima è “Aummo…aummo”, un classico della canzone napoletana composto nel 1954 da Giuseppe e Luigi Cioffi. Il brano era rimasto per decenni una canzone conosciuta soprattutto dagli appassionati, finché Renzo Arbore, con la sua Orchestra Italiana fondata nel 1991, non l’ha riscoperta e portata in tournée in tutto il mondo, contribuendo a farla conoscere anche fuori dai confini italiani. Ancora oggi è uno dei brani più associati al repertorio di Arbore.
Aumm aumm: la canzone di Teresa De Sio
La seconda canzone, con un titolo quasi identico ma un’opera completamente diversa, è “Aumm aumm” di Teresa De Sio, contenuta nel suo secondo album omonimo del 1982. Fu uno dei brani che consacrarono la cantautrice napoletana al grande pubblico: l’album vendette oltre 500.000 copie e rimase per settimane ai vertici delle classifiche italiane. “Aumm aumm” resta ancora oggi uno dei pezzi più identificativi della sua carriera.
Le due canzoni non sono quindi la stessa cosa, né una è una versione dell’altra: condividono solo il titolo, ispirato alla stessa espressione dialettale.
“Aumm aumm” anche in cucina
L’espressione ha ispirato anche il nome di un piatto tipico di diversi ristoranti napoletani: pasta (spesso pennette o paccheri) condita con melanzane, pomodoro e provola o scamorza. Il nome scherzoso richiama proprio il senso dell’espressione: un sugo così buono che il “segreto” della ricetta andrebbe tenuto nascosto.
Sinonimi e varianti di scrittura
Non esiste una grafia ufficiale univoca: si trova scritto aumma aumma, aumm aumm, aum aum e, più raramente, umma umma — sono tutte varianti della stessa espressione, senza differenze di significato. Come sinonimo, in italiano il più vicino resta “di nascosto” o “sottobanco”, anche se nessuna delle due rende la stessa carica gestuale e complice dell’originale napoletano.
Domande frequenti su aumma aumma
Cosa significa aumma aumma?
Indica fare qualcosa di nascosto, sottobanco o clandestinamente, spesso con una sfumatura di furbizia o complicità. È sempre accompagnato da un gesto della mano che ne completa il significato.
Come si scrive: aumma aumma o aumm aumm?
Entrambe le grafie sono diffuse e accettate, insieme a “aum aum”: non esiste una versione ufficiale unica, essendo un’espressione dialettale orale prima ancora che scritta.
Chi canta Aumma Aumma?
Dipende da quale canzone: “Aummo…aummo” è un classico napoletano del 1954 reso celebre da Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana; “Aumm aumm” è invece un brano originale di Teresa De Sio, dal suo album del 1982.
Chi ha scritto la canzone Aumm Aumm?
Se ci si riferisce al classico “Aummo…aummo”, fu composto nel 1954 da Giuseppe e Luigi Cioffi. Il brano “Aumm aumm” di Teresa De Sio è invece un suo pezzo originale del 1982.
Cosa sono le pennette Aumm Aumm?
È un piatto tipico di alcuni ristoranti napoletani: pasta corta condita con melanzane, pomodoro e provola o scamorza. Il nome gioca sul significato dell’espressione, come a dire che la ricetta è un segreto troppo buono per essere rivelato.
Qual è un sinonimo di “aumma aumma”?
In italiano i più vicini sono “di nascosto” o “sottobanco”, anche se nessuno dei due rende la componente gestuale tipica dell’espressione napoletana.
