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a cura di Marco Ilardi

Chiesa del Gesù Vecchio Napoli

Chiesa del Gesù Vecchio la leggenda di Don Placido

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La chiesa del Gesù Vecchio detta anche Chiesa della Madonna di Don Placido si trova a Via Paladino nella zona di Spaccanapoli ed è una delle ventuno basiliche di Napoli.

E ‘una delle prime chiese costruite dai gesuiti a Napoli ed è in stile prettamente barocco.

La costruzione risale al 1554 anche se fu consacrata solo nel 1632.

Fu chiamata del Gesù Vecchio nel 1804 quando ci fu il ritorno dei gesuiti a Napoli per distinguerla da quella del Gesù nuovo che stavano costruendo di fronte a Santa Chiara.

La leggenda della Madonna immacolata di Don Placido

La basilica è dedicata anche alla Madonna Immacolata di Don Placido che si festeggia l’11 Ottobre.

Tutto ciò è dovuto alla devozione di Don Placido Baccher, rettore della Basilica dal ritorno dei gesuiti a Napoli, che apparteneva ad una famiglia i Baccher appunto che fecero una congiura contro il governo repubblicano durante la rivoluzione napoletana del 1799.

Imprigionato nelle carceri della Vicaria, il giovane Placido ebbe la visione dell’Immacolata Concezione, che gli disse che presto sarebbe stato libero e che sarebbe diventato un sacerdote.

Una volta libero Placido prese i voti e si dedicò anima e corpo al culto di Maria, fu tra gli artefici del restauro della Chiesa del Gesù Vecchio e fece realizzare una statua dell’Immacolata in legno e creta costruendone gli abiti con le proprie mani.

Si dice che la Madonna avesse gli occhi chiusi quando fu realizzata, ma appena fu esposta aprì gli occhi guardando Placido come li ha adesso.

La basilica è conosciuta anche per la celebrazione del Sabato Privilegiato della Madonna Immacolata di don Placido, una festa con data variabile che cade il primo sabato dopo il 30 dicembre, vediamo perché.

L’anno 1826 è quello dell’incoronazione dell’Immacolata del Gesù Vecchio: alla solenne cerimonia, avvenuta appunto il 30 dicembre, intervenne il re Ferdinando I con la regina ed il seguito della corte, delle autorità cittadine e dei primi Ministri e Magistrati, con le rappresentanze di tutti gli ordini religiosi ed il clero al completo; insomma un avvenimento eccezionale che prese le mosse da Palazzo Reale con una solennissima processione che attraverso la città per raggiungere la chiesa.

Poco tempo dopo la Vergine andò in sogno a Don Placido promettendo tante grazie a coloro che avessero fatto la comunione nel sabato seguente alla sua incoronazione.

Nacque così la tradizione del sabato privilegiato alla Chiesa del Gesù che ancora oggi attira tanti devoti fedeli in cerca di una grazia.

Tante furono le leggende raccontate da Don Placido, tra cui anche quella di rimproveri che ogni tanto gli rivolgeva la statuina della Madonna quando dimenticava di salutarla.

Don Placido è attualmente sepolto nel piccolo corridoio alle spalle dell’altare maggiore.

Il presepe gigante di Don Placido

Una cosa molto bella da vedere nella chiesa che pochi conoscono, è il presepe con statue a grandezza naturale di Don Placido, che non è aperto al pubblico.

Un tempo era rappresentato nelle cappelle di sinistra della Chiesa ma dal 1940 per preservarlo è stato spostato in una stanza cui si accede solo dalla sagrestia.

La maggior parte delle statue furono costruite dallo scultore Nicola Ingaldo nel 1826.

Per visitarlo dovete chiedere ai custodi della Basilica che se non c’è molta folla sicuramente ve lo mostreranno. La cosa è consentita solo nel periodo natalizio.

Si tratta di circa dodici statue presepiali a grandezza naturale risalenti alla scuola del Sammartino fatte realizzare da Don Placido, da vedere sicuramente.

La foto del presepe di Don Placido è tratta da presepestabia.com

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