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a cura di Marco Ilardi

Il mistero di Villa Ebe castello di Pizzofalcone

Napoli - Villa Ebe da Rampa Pizzofalcone
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Villa Ebe è una villa di lusso, un edificio neogotico situato sulla collina di Pizzofalcone, una zona così chiamata per la presenza della falconiera di re Carlo d’Angiò. Un altro nome di questa collina è Monte di Dio o Monte Echia.

La villa è conosciuta per la sua architettura in stile liberty e per il suo giardino paesaggistico, che comprende alberi secolari, fontane e statue. La villa è stata costruita all’inizio del XX secolo e ha ospitato numerosi eventi di prestigio, come ricevimenti, matrimoni e concerti. È anche aperta al pubblico per visite guidate.

La villa fu progettata ai primi del novecento dall’architetto napoletano Lamont Young che la usò come propria abitazione anche se dopo soli sette anni si suicidò. La moglie che appunto si chiamava Ebe Cortazzi, ha abitato lì fino a metà degli anni settanta e poi la villa è diventata proprietà del comune di Napoli.

Per anni è stata abbandonata ed era diventata un rifugio per tossicomani e barboni.

Ultimamente sono nati progetti di riqualifica soprattutto dei suoi giardini.

Gli interni purtroppo sono stati danneggiati da un incendio che ha distrutto tra le altre cose una bellissima scala elicoidale e tutte le decorazioni e i pregiati intarsi in legno.

Secondo la leggenda la villa è ancora abitata da uno spirito tormentato, il fantasma di Lamont Young, che non sopporta che il suo capolavoro architettonico abbia fatto quella brutta fine e qualcuno in alcune sere invernali giura di averne visto l’ombra aggirarsi per le sale ormai spettrali del castello.

Un altro aspetto misterioso della villa è il vecchio portone sul quale oltre al nome dell’architetto indicato come utopista inventore ed ingegnere di una Napoli moderna, campeggiano alcuni simboli esoterici: un sole che spande i suoi raggi verso il mare e si intreccia in un abbraccio con una luna che cala sulle onde del mare.

Questa simbologia sarebbe una testimonianza che l’architetto appartenesse alla massoneria, e che quindi la villa sia stata luogo in passato di cerimoniali massonici.

Un altro elemento massonico è la torre con le finestre ad arco ed i contrafforti di forma ottagonale, altro elemento massonico.

Tra l’altro la villa è stata edificata in un luogo molto mistico, ricco di magia ed esoterismo, la collina di Pizzofalcone, il Monte Echia dove fu fondata Partenope.

Che fine farà questa villa? Per molti sono soldi buttati la sua ristrutturazione, ma secondo me ne vale la pena ed andrebbe restituita alla cittadinanza vista la sua bellezza architettonica e la sua importanza storica.

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