Napoli è una città profondamente legata alla spiritualità cristiana e al culto dei santi. Tuttavia, non tutti i santi venerati nel capoluogo campano possono essere considerati napoletani per nascita: alcuni vi hanno vissuto, altri vi sono morti oppure sono diventati patroni della città. In questo articolo vengono presentati esclusivamente i santi la cui nascita nel territorio dell’attuale Comune di Napoli è storicamente documentata, comprendendo quindi anche località come Marianella e Secondigliano, oggi quartieri cittadini. Non sono inclusi i santi per i quali l’origine napoletana deriva soltanto dalla tradizione o da fonti non sufficientemente certe.
Sant’Atanasio I di Napoli
Sant’Atanasio I nacque a Napoli intorno all’anno 832 in una famiglia appartenente all’aristocrazia cittadina. Era figlio di Sergio I, duca di Napoli, e della nobile Drosa. Nonostante le sue origini privilegiate, fu avviato fin da giovane alla vita ecclesiastica e affidato alla guida del vescovo Giovanni IV.
Nell’849, quando aveva circa diciotto anni, venne consacrato vescovo di Napoli. Il suo episcopato si svolse in un periodo particolarmente complesso, caratterizzato dalle incursioni saracene e dai conflitti tra i diversi poteri politici presenti nell’Italia meridionale.
Atanasio promosse la vita religiosa della città, si occupò della formazione del clero e favorì la diffusione di libri e testi liturgici. La sua azione pastorale entrò però in contrasto con quella del fratello Sergio II, divenuto duca di Napoli. Atanasio si oppose alle scelte politiche del fratello e ai rapporti instaurati con i musulmani, subendo persecuzioni e venendo infine costretto all’esilio.
Morì il 15 luglio 872 nei pressi di Veroli, mentre si stava recando a Roma. La Chiesa cattolica celebra Sant’Atanasio di Napoli il 15 luglio.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nacque il 27 settembre 1696 a Marianella, località che oggi fa parte del Comune di Napoli. Apparteneva a una famiglia nobile e ricevette un’educazione culturale particolarmente accurata. Dimostrò fin da ragazzo una notevole intelligenza e, ad appena sedici anni, conseguì la laurea in diritto civile e canonico.
Iniziò una brillante carriera come avvocato, ma dopo una pesante sconfitta giudiziaria decise di abbandonare la professione e dedicarsi completamente alla vita religiosa. Venne ordinato sacerdote nel 1726 e rivolse il proprio ministero soprattutto ai poveri, agli emarginati e agli abitanti delle zone rurali del Regno di Napoli.
Nel 1732 fondò la Congregazione del Santissimo Redentore, i cui membri sono conosciuti come Redentoristi. La congregazione aveva lo scopo di portare l’annuncio cristiano alle popolazioni più povere e spiritualmente abbandonate.
Alfonso fu anche autore di numerose opere teologiche, morali e spirituali. Tra le più conosciute figurano Teologia morale, Le glorie di Maria e Pratica di amar Gesù Cristo. A lui viene attribuita anche la celebre composizione natalizia napoletana “Quanno nascette Ninno”, dalla quale derivò la versione italiana “Tu scendi dalle stelle”.
Divenuto vescovo di Sant’Agata de’ Goti nel 1762, continuò a distinguersi per l’attenzione verso i poveri e per il rinnovamento della vita religiosa. Morì il 1º agosto 1787 a Pagani. Fu canonizzato nel 1839 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1871.
La Chiesa cattolica celebra Sant’Alfonso Maria de’ Liguori il 1º agosto. È inoltre patrono dei confessori e dei teologi moralisti.
Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe
Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, al secolo Anna Maria Gallo, nacque a Napoli il 25 marzo 1715. Crebbe nei Quartieri Spagnoli, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Il padre esercitava il mestiere di commerciante di mercerie ed era descritto dalle fonti biografiche come un uomo dal carattere particolarmente severo.
Fin da giovane Anna Maria manifestò una forte vocazione religiosa. Rifiutò il matrimonio che il padre aveva progettato per lei e, nel 1731, entrò nel Terz’Ordine francescano, assumendo il nome di suor Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo.
Non visse all’interno di un monastero, ma continuò la propria esperienza religiosa nel cuore di Napoli. Dedicò la sua vita alla preghiera, alla penitenza e all’assistenza spirituale delle persone che si rivolgevano a lei. Sopportò numerose sofferenze fisiche e familiari, diventando un punto di riferimento per molti napoletani.
Morì a Napoli il 6 ottobre 1791. Fu beatificata da papa Gregorio XVI nel 1843 e canonizzata da papa Pio IX nel 1867, diventando la prima donna napoletana canonizzata dalla Chiesa cattolica.
La sua casa nei Quartieri Spagnoli è oggi un santuario molto frequentato, conosciuto soprattutto per la cosiddetta sedia della fertilità. Numerose donne che desiderano avere un figlio si recano nel santuario per chiedere l’intercessione della santa.
Santa Maria Francesca viene celebrata il 6 ottobre ed è compatrona di Napoli.
San Gaetano Errico
San Gaetano Errico nacque il 19 ottobre 1791 a Secondigliano, che all’epoca era un centro autonomo e oggi è un quartiere del Comune di Napoli. Era il terzo di nove figli e proveniva da una famiglia di condizioni modeste: il padre lavorava come produttore di pasta, mentre la madre svolgeva attività di tessitura.
Per frequentare il seminario, Gaetano percorreva quotidianamente a piedi una lunga distanza tra Secondigliano e il centro di Napoli. Venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1815 e iniziò il proprio ministero occupandosi soprattutto dei poveri, dei malati, dei carcerati e delle persone bisognose di assistenza spirituale.
Durante un ritiro presso la casa dei Redentoristi di Pagani maturò il progetto di costruire una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata e di fondare una nuova congregazione religiosa. Nacquero così i Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, impegnati nella predicazione, nelle missioni popolari e nell’assistenza alle comunità più povere.
Gaetano Errico fu conosciuto come predicatore instancabile e confessore disponibile ad accogliere persone di ogni condizione sociale. Dedicò gran parte della propria vita alla riconciliazione delle famiglie e alla formazione religiosa della popolazione.
Morì a Secondigliano il 29 ottobre 1860. Fu beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 2002 e canonizzato da papa Benedetto XVI nel 2008.
La memoria liturgica di San Gaetano Errico ricorre il 29 ottobre.
Santa Caterina Volpicelli
Santa Caterina Volpicelli nacque a Napoli il 21 gennaio 1839, in una famiglia appartenente alla borghesia cittadina. Ricevette una buona formazione culturale e religiosa e, durante la giovinezza, frequentò personalità di grande rilievo spirituale.
Determinante fu l’incontro con il sacerdote e futuro santo Ludovico da Casoria, che la aiutò a comprendere la propria vocazione. Dopo una breve esperienza tra le Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, Caterina dovette lasciare la comunità per motivi di salute. Continuò però a sviluppare una forma di vita consacrata che potesse essere vissuta anche all’interno della società.
Nel 1874 fondò a Napoli l’istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Santa Caterina Volpicelli. La sua opera proponeva una forma innovativa di apostolato femminile, basata sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù, sull’adorazione eucaristica, sull’educazione dei giovani e sull’assistenza alle persone bisognose.
Caterina comprese l’importanza del ruolo delle donne nella vita sociale e religiosa del suo tempo. Le sue iniziative coinvolsero sia religiose consacrate sia donne laiche, anticipando alcuni aspetti dell’apostolato laicale che sarebbero stati sviluppati pienamente dalla Chiesa nel secolo successivo.
Morì a Napoli il 28 dicembre 1894. Fu beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2001 e canonizzata da papa Benedetto XVI il 26 aprile 2009.
La Chiesa cattolica celebra Santa Caterina Volpicelli il 28 dicembre.
San Filippo Smaldone
San Filippo Smaldone nacque a Napoli il 27 luglio 1848. La sua giovinezza coincise con un periodo di profonde trasformazioni politiche e sociali, segnato dalla fine del Regno delle Due Sicilie e dalla nascita dello Stato italiano.
Mentre era ancora studente di filosofia e teologia, iniziò a dedicarsi all’assistenza e all’educazione delle persone sorde, che nell’Ottocento vivevano spesso in condizioni di forte emarginazione. Venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1871.
Dopo alcune esperienze pastorali a Napoli e un periodo trascorso a Rossano Calabro, approfondì il proprio impegno educativo. Nel 1885 si trasferì a Lecce, dove fondò un istituto dedicato all’istruzione dei bambini sordi. Per sostenere e continuare questa missione fondò la congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.
Smaldone considerava l’educazione uno strumento fondamentale per restituire dignità, autonomia e possibilità di partecipazione sociale alle persone sorde. Alla sua attività educativa affiancò l’assistenza agli orfani, ai poveri e alle persone prive di mezzi.
Morì a Lecce il 4 giugno 1923. Fu beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1996 e canonizzato da papa Benedetto XVI nel 2006.
La memoria liturgica di San Filippo Smaldone si celebra il 4 giugno.
Santa Maria Cristina dell’Immacolata Concezione
Santa Maria Cristina dell’Immacolata Concezione, al secolo Adelaide Brando, nacque a Napoli il 1º maggio 1856. Fu battezzata nello stesso giorno nella chiesa napoletana di San Liborio. Rimasta orfana di madre in giovane età, manifestò molto presto il desiderio di consacrare la propria vita a Dio.
Nel 1876 entrò tra le Sacramentine di Napoli, assumendo il nome di Maria Cristina dell’Immacolata Concezione. A causa delle precarie condizioni di salute, fu però costretta a lasciare il monastero. Proseguì la propria vocazione dedicandosi all’adorazione eucaristica e all’educazione cristiana delle giovani.
Nel 1878 fondò una comunità che successivamente si stabilì a Casoria. Da questa esperienza nacque la congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa nel 1903.
L’opera di Maria Cristina Brando univa la contemplazione eucaristica all’impegno concreto nell’educazione. Fece realizzare una casa nella quale la cappella occupava una posizione centrale, in modo che l’adorazione costituisse simbolicamente e spiritualmente il cuore della comunità.
Morì a Casoria il 20 gennaio 1906. Fu beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2003 e canonizzata da papa Francesco il 17 maggio 2015.
La Chiesa cattolica celebra Santa Maria Cristina dell’Immacolata Concezione il 20 gennaio.

