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Un portale sulla città di Napoli a cura di Marco Ilardi

Il cavallo di ritorno

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Il “cavallo di ritorno” è una pratica comune in alcuni contesti, tra cui Napoli, in cui un ladro restituisce un oggetto rubato al suo legittimo proprietario dopo aver ottenuto un riscatto o una somma di denaro in cambio della restituzione dell’oggetto rubato.

L’origine del termine “cavallo di ritorno” risale al XVIII secolo e si riferisce all’abitudine dei ladri di cavalli di restituire il cavallo rubato al proprietario legittimo in cambio di un riscatto.

Questa pratica si è poi estesa ad altre tipologie di furto, come ad esempio il furto di oggetti di valore, gioielli o opere d’arte.

Solitamente ti contattano e ti invitano a portare una somma di denaro in un luogo isolato in cambio della restituzione dei tuoi oggetti.

A Napoli, in particolare, il termine “cavallo di ritorno” è stato utilizzato per descrivere una pratica diffusa nel sottobosco criminale locale. Secondo la tradizione, i ladri napoletani rubavano oggetti di valore, come orologi o gioielli, e poi cercavano di ricontattare i proprietari legittimi o i loro intermediari per chiedere un riscatto in cambio della restituzione degli oggetti rubati.

Questa pratica era considerata una sorta di “ritorno a casa” dell’oggetto rubato al suo legittimo proprietario. Lo fanno soprattutto con le automobili.

Le ragioni dietro questa pratica possono variare. Alcuni ladri potrebbero cercare di guadagnare denaro extra oltre al valore dell’oggetto rubato, mentre altri potrebbero sperare di ridurre il rischio di essere catturati dalle forze dell’ordine, evitando di tenere con sé gli oggetti rubati a lungo termine.

Alcuni potrebbero anche cercare di creare una sorta di “buona reputazione” all’interno della comunità criminale, dimostrando che sono disposti a restituire oggetti rubati in cambio di un riscatto.

Tuttavia, è importante notare che il “cavallo di ritorno” è un’attività criminale e, anche se l’oggetto rubato viene restituito, il furto iniziale rimane un reato punibile dalla legge.

Pertanto, sia il furto che la richiesta di riscatto sono illegali e perseguibili penalmente.

 

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