smorfia estrazioni del lotto a napoli

Estrazioni bancolotto Smorfia e il gioco del lotto

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Il gioco del lotto, è nato in Italia intorno al 1539 a Genova, ma nonostante cio’ è molto legato alla città di Napoli, dove venne introdotto più tardi, esattamente nel 1682.
Dal punto di vista religioso, il lotto ,creò dei problemi di morale al popolo napoletano ,infatti la chiesa in un primo momento lo aveva proibito, successivamente, in seguito ad un terremoto ,avvenuto nel 1688 lo aveva abolito, perché fu considerato causa della punizione divina.
Nonostante tanti problemi il lotto fu reintrodotto e la monarchia ritenne allora opportuno dargli delle regole per trarne buoni profitti.

Le estrazioni si tenevano ogni sabato davanti alla Gran Corte dei Conti, con due testimoni del popolo al Palazzo della Vicaria.
Non mancarono giudizi da parte degli intellettuali, tra cui Matilde Serao, che in un suo libro, il Ventre di Napoli, critica la degradazione portata dal gioco al popolino.

Tuttavia la tradizione della smorfia rimane legata a Napoli, il cui termine deriva da” Morfeo” ,il Dio greco dei sogni, dove si attribuisce l’abitudine di giocare i numeri, ricevuti in sogno.

Tali numeri, sono spesso legati ad un evento, una persona, un’azione, sognata a cui corrisponde uno specifico numero.

Ci sono infatti molti libri che permettono di stabilire questa corrispondenza sulla fissazione dei napoletani per il bancolotto ed anche delle commedie teatrali.

La più famosa è senza dubbio “Non ti pago” di Eduardo de Filippo, in cui c’e’ la tragicomica storia di un gestore del bancolotto Ferdinando Quagliuolo che si rifiuta di pagare una vincita ad una persona Mario, un suo fortunato dipendente perché i numeri della fantastica quaterna da quattro milioni gliela aveva dati suo padre a detta dello stesso Mario.

Secondo Ferdinando quindi suo padre aveva sbagliato sogno e la vincita spettava a lui.

Estrazioni bancolotto

Ai napoletani è sempre piaciuto scommettere ed investire per avere un futuro migliore.

Prima delle estrazioni del bancolotto infatti a Napoli venivano già fatte delle riffe chiamate le beneficiate in cui venivano messi come premi oggetti di valore.

Si diceva che queste estrazioni avvenissero in Vico Bonafficiata Vecchia dove nel 1520 si trovava una antica sede di questa lotteria.

Le estrazioni del bancolotto come le conosciamo oggi, cominciano nel 1863 e vengono effettuate in diverse città italiane che sono chiamate le ruote, dal nome del paniere da cui viene estratto il numero solitamente da un bambino che appunto ruota.

Le ruote principali sono quelle di Napoli, Firenze, Milano, Torino, Palermo e Venezia.

Solo dopo verranno aggiunte quelle di Bari Cagliari e Palermo.

Le estrazioni vere e proprie avvengono solo in tre città una delle quali è Napoli e si trova in Via Amerigo Vespucci ed oltre alla ruota di Napoli vengono estratti anche i numeri di Bari e Palermo.

I numeri della smorfia napoletana

Vediamo insieme tutti i numeri della smorfia napoletana che spesso durante le tombolate natalizie qualcuno che li conosce tutti si diverte a declamare durante il gioco per allietare i presenti.

1L’ItaliaValido se si sogna la propria patria, ma anche la Regione o città di appartenenza
2‘a piccerella (la bambina)Si associa in generale ai bambini, e ai bambini in famiglia come concetto ed entità
3‘a gatta (la gatta)Relativo al gatto, al gatto nero, e in generale ai sogni con felini, anche selvaggi
4‘o puorco (il maiale)inteso sia come animale che uomo poco gentile
5‘a mano (la mano)
6chella ca’ guarda ‘nterra (l’organo femminile)
7‘o vaso (il vaso)
8‘a Maronna (la Madonna)può essere considerata anche la mamma defunta
9‘a figliata (gruppo di figli)
10‘e fasule (i fagioli)dagli anni ’80 in poi si intende anche Maradona, idolo calcistico per la città di Napoli
11‘e suricille (i topolini)
12‘e surdate (i soldati)
13Sant’Antonioè il Santo Protettore della città di Padova
14‘o mbriaco (l’ubriaco)può essere l’ubriaco innocuo/ilare ma anche molesto/pericoloso
15‘o guaglione (il ragazzo)
16‘o culo (il deretano)considerato anche come l’aver un colpo di fortuna
17‘a disgrazia (la disgrazia)è un evento triste e sfortunato
18‘o sanghe (il sangue)
19‘a resata (la risata)si considera la risata grassa, molto forte
20‘a festa (la festa)intesa sia come festa religiosa che pagana/popolare
21‘a femmena annure (la donna nuda)anche in topless, o poco vestita
22‘o pazzo (il folle)anche inteso come colui che compie azioni sopra le righe
23‘o scemo (lo stupido)
24‘e gguardie (poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie)Altresì considerata la vigilia di Natale, ricorrenza sentita specialmente nell’Italia Meridionale
25Natale
26Nanninella (Anna)deriva dal nome Anna, mamma della Madonna. Può essere inteso anche come Santo Stefano
27‘o cantero (il vaso da Notte)
28‘e zizze (il seno femminile)può essere inteso anche come la mammella dell’animale
29‘o pate d’e criature (l’organo riproduttivo maschile)
30‘e palle d’o tenente (le munizioni)
31‘o padrone e casa (il proprietario di casa)il proprietario della casa in affitto
32‘o capitone (l’anguilla femmina)tipico piatto della tradizione natalizia napoletana
33l’anne ‘e Cristo (gli anni di Gesù Cristo)è l’età in cui Gesù morì sulla Croce
34‘a capa (la testa)
35l’aucelluzzo (l’uccellino)
36‘e castagnelle (le nacchere spagnole)
37‘o monaco (il monaco, il frate)
38‘e mmazzate (le percosse, le botte)
39‘a funa nganna (la corda al collo, l’impiccagione)
40‘a paposcia (l’ernia inguinale)può essere riferito anche ai testicoli maschili
41‘o curtiello (il coltello)indica coltello come arma e non come utensile da cucina
42‘o cafè (il caffe)
43‘onna pereta for ‘o barcone (la donna pettegola)immagine utilizzata per descrivere una donna pettegola e solitamente facente parte del popolo.
44‘e ccancelle (le carceri)
45‘o vino buono (il vino gustoso)
46‘e denare (i soldi)inteso come moneta o banconote
47‘o muorto (la persona defunta)si rifà al parente o conoscente passato da poco a miglior vita
48‘o muorto che parla (il defunto che parla)associato a situazioni di buon auspicio
49‘o piezz e carne (la donna prosperosa)accezione antica e misogina della donna prosperosa e bella da vedere
50‘o ppane (il pane)
51‘o ciardino (il giardino)
52‘a mamma (la madre)
53‘o viecchio (l’anziano)inteso come anziano saggio e dispensatore di buoni consigli
54‘o cappiello (il cappello)segno di soldi e benestare
55‘a museca (la musica)generalmente quella popolare, delle feste pubbliche e private
56‘a caruta (la caduta)in accezione divertente, ironica e imbarazzante
57‘o scartellato (il gobbo)figura della tradizione, associata al concetto di portare fortuna (se si tocca la gobba)
58‘o paccotto (il pacchetto)pacco della posta o pacco imballato
59‘e pile (i peli)considerati come simbolo di virilità
60‘o lamiento (il lamentarsi)il dolore per un brutto avvenimento o condizione personale
61‘o cacciatore (il cacciatore)
62‘o muorto acciso (il morto assassinato)
63‘a sposa (la sposa)anche considerata come la ragazza che diventa donna e mette su famiglia
64‘a sciammeria (la giacca per cerimonie)la giacca per eventi e cerimonie
65‘o chianto (il pianto)pianto di rammarico o di dolore
66‘e ddoje zetelle (le due donne nubili)donne generalmente anziane e mai sposate
67‘o totaro int’a chitarra (il totano nella chitarra)fa riferimento all’atto fisico tra uomo e donna
68‘a zuppa cotta (la zuppa cotta)un alimento che denota condizione di povertà
69sott’e ‘ncoppa (il sottosopra)richiamo ad una posizione amorosa
70‘o palazzo (il palazzo, la casa)anche considerata la casa di proprietà
71l’omme ‘e merda (l’uomo meschino)inteso anche come persona di cui non ci si può fidare
72‘a maraviglia (la meraviglia)
73‘o spitale (l’ospedale)
74‘a rotta (la grotta)in modo particolare si intende quella dove nacque Gesù
75Pulcinellasimbolo della città di Napoli, altresì visto come personaggio portafortuna
76‘a funtana (la fontana)
77‘e riavulille (i diavoletti, il diavolo)
78‘a bella figliola (la prostituta)anche donna di facili costumi
79‘o mariuolo (il ladro)altresì intesa come persona disonesta di animo
80‘a vocca (la bocca)intesa come bocca femminile, maschile e di bambini
81‘e sciure (i fiori)intese anche come composizioni di fiori
82‘a tavula ‘mbandita (il banchetto)inteso anche come desiderio di benessere e opulenza da parte di chi vive condizioni di povertà
83‘o maletiempo (il mal tempo)temporali, bufere, meremoti, trombe d’aria e altri fenomeni metereologici avversi
84‘a cchiesa (la Chiesa)è la Chiesa intesa come edificio e non come dogma
85ll’aneme ‘o priatorio (il purgatorio)il purgatorio con le sue anime
86‘a puteca (il negozio)strettamente considerato come negozio di alimentari
87‘e perucchie ( i pidocchi)segno anche di sporcizia e/o povertà economica
88‘e casecavalle (i caciocavalli)anche riferito al seno di una donna
89‘a vecchia (la donna anziana)Altresì inteso come il trascorrere del tempo
90‘a paura (la paura)L’aver paura, il provare ansia e sensazione di pericolo

Interpretazione dei sogni

I numeri della smorfia napoletana sono molto importanti soprattutto nell’interpretazione dei sogni.

Ci sono dei veri e propri esperti che ci consigliano quali numeri giocare dopo aver fatto un sogno bizzarro.

Questa tradizione è così radicata nella nostra cultura che fu ripresa anche da Luciano De Crescenzo nel film Così parlò Bellavista dove un fantastico Renato Rutigliano interpreta il sogno delle grandi sorelle Nunzia e Nuccia Fumo che aveva sognato i bersaglieri a cavallo.

Il sogno di Carmilina in Così parlò Bellavista

La tombola scostumata

Un tipo particolare di estrazione del lotto quando si gioca a tombola è quando il panaro viene affidato tra le mani di un cosiddetto femminiello, una persona che interpreta i numeri in maniera un pò più maleducata quindi diciamo scostumata per allietare i presenti pronunciando tutta una serie di volgarità.

Questi tipi di spettacoli si svolgono solitamente per i turisti nei tanti localini che affollano il centro storico di Napoli e sono arricchite da urla ed una serie sconfinata di allusioni sessuali.

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