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a cura di Marco Ilardi

La leggenda del quadro dell’anima dannata

La leggenda del quadro dell’anima dannata
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La cappella delle reliquie della chiesa di Santa Maria dei Vergini nel quartiere Sanità, una stanza sempre chiusa a chiave, custodisce tanti tesori, tra cui una ampolla sconosciuta a molti contenente il sangue di San Gennaro con tanto di certificato di autenticità ed un quadro del Cristo con un inginocchiatoio, dietro al quale si nasconde una misteriosa leggenda.

La storia che vi raccontiamo oggi è quella di un giovane fiorentino di buona famiglia, che si innamorò di una donna sposata napoletana di ceto medio basso.

Il loro rapporto non era ben visto dall’aristocratica famiglia toscana per cui la donna disperata si lasciò andare alla perdizione fino al punto da arrivare a prostituirsi fino al punto da perdere la vita.

Quando questa donna però un giorno morì improvvisamente, il giovane addolorato, pieno di sensi di colpa, cadde in un profondo stato di depressione.

All’epoca nelle famiglie nobiliari, si usava portare queste persone che soffrivano di problemi allora non ancora ben noti come lo stato depressivo nei conventi, e quindi i parenti preoccupati per la sua salute mentale, lo portarono nella casa dei padri missionari Vincenziani ai Vergini.

Una sera mentre si recava a cenare al refettorio insieme a tutti gli altri monaci, il superiore vide che il giovane non arrivava e lo andò a cercare.

Lo trovò svenuto nella sua stanza avvolto da una densa coltre di fumo.

Immediatamente il superiore diede l’allarme ed accorsero altri padri che spalancarono le finestre e lo condussero all’esterno a prendere un po’ d’aria.

Quando riprese conoscenza, il giovane raccontò che gli era apparsa l’anima della sua amata che lo esortava a cambiare vita e per fargli capire che non si trattasse di un sogno ma di una apparizione reale pose le sue mani sul quadro del Cristo dove lasciò perennemente le sue impronte.

A questo punto, capito che non si trattasse di un sogno, il giovane si convertì, ritrovando in breve tempo la serenità perduta.

Questa storia nel 1726 impressionò talmente l’avvocato Alfonso Maria de Liguori dal portarlo ad abbandonare la sua professione per prendere anch’egli i voti.

Per chi non lo conoscesse, Alfonso Maria de Liguori era anche appassionato di musica ed un bravissimo canzoniere.

E’ l’autore tra le altre sue canzoni sempre a sfondo religioso, del bellissimo e famosissimo canto natalizio Tu scendi dalle stelle.

E ‘stato proclamato inoltre dottore della Chiesa ed è stato anche vescovo del comune di Sant’Agata dei Goti, dove è ancora molto venerato.

Senza il misterioso quadro dei Vergini quindi, probabilmente a Natale in chiesa non si canterebbe Tu scendi dalle Stelle.

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