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a cura di Marco Ilardi

La leggenda della janara del Vesuvio

La leggenda della janara del Vesuvio

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Storie sulle streghe se ne raccontano tante soprattutto in Campania dove è molto famosa la leggenda della strega di Benevento e quella delle janare.

Benevento viene appunto indicata come città delle streghe, tanto che addirittura in città hanno creato un liquore con circa 70 erbe aromatiche di colore giallo Lo Strega, tra l’altro buonissimo.

La janara è una strega, una donna dotata di poteri occulti, il cui mito nasce nelle campagne beneventane ad opera dei contadini della zona.

Chi nell’antichità nasceva la notte di Natale se era uomo si diceva che si trasformasse in lupo mannaro.

Le donne nate la notte di Natale si dice invece che fossero state trasformate in streghe e punite da Dio con l’infertilità cosa che le avrebbe reso particolarmente perfide verso i bambini.

Erano donne malvage, esperte di magia nera, capaci di riti occulti e di farti il malocchio e quindi di rovinare la vita a te e ai membri della tua famiglia.

Si dice che avessero un aspetto simile alle mitologiche arpie, creature con corpo di donna e viso di uccello e che andassero in giro completamente nude.

Leggende sulle streghe ne raccontano tante soprattutto i contadini delle campagne del beneventano.

Il loro luogo di ritrovo dicevano che fosse nei pressi del fiume Sabato dove accendevano dei focolari sotto un albero di noce per venerare il loro padre il demonio che si manifestava sotto forma di un caprone.

Generalmente usciva di notte ed il suo bersaglio principale si dice che fossero i bambini perché gelose di essere tutte non fertili e quindi incapaci di averne. Si dice che provassero piacere nel soffocarli durante il sonno sedendosi sul loro petto.

Il nascondiglio preferito delle streghe di Benevento erano le stalle dove si dice che erano solite prendere di mira le giumente rubarle e cavalcarle per tutta la notte fino a farle morire dallo sfinimento.

Come accorgersi del passaggio della Janara

Il passaggio della Janara sempre secondo la leggenda veniva avvertito svegliandosi improvvisamente di notte con una oppressione al petto.

Nell’antichità fenomeni come le apnee notturne ed i disturbi del sonno che non erano conosciuti scientificamente erano considerate opera del demonio e si dice che le streghe si divertissero a soffocare la gente proprio in questo modo.

Un segno del passaggio della janara durante la notte era anche quello di svegliarsi col corpo ricoperto da segni e lividi perché si dice che entrassero nei sogni della gente percuotendoli con i fasci dei rami delle loro scope.

Altro segno inconfondibile la presenza di treccine di criniere di cavallo che le janare usavano come segnaposto del loro passaggio e che ricavavano dalle giumente che uccidevano di notte per lo sfinimento durante la corsa sfrenata nelle campagne.

Come smascherare una Janara

Per smascherare una janara pare che ci fosse un antico rituale che consisteva nel riempire un bicchiere di sale e gettarne un po’ per terra recitando il rituale “viene po’ sale”

Se il giorno dopo si fosse presentato all’uscio della porta una donna chiedendo appunto del sale allora quella era la janara che perseguita la tua casa.

Come difendersi dalla Janara

Per sconfiggere una Janara devi cercare di prenderla per i capelli alle spalle e dirle Janara janara ca ‘e notte me piglie, te piglio pô vraccio e te tiro ‘e capille e quando lei ti risponde “ch’ tien’n man’?“, devi rispondere “fierr’ e acciaij” cosi da impedirle di liberarsi.

 Chiunque avesse risposto come imponeva la logica semplicemente “capiglie” (capelli), avrebbe sbagliato, poiché la Janara avrebbe replicato: “e ieo me ne sciuoglie comme a n’anguilla” (io me ne scivolo via come un’anguilla), liberandosi e uccidendoti.

Se vengono catturate quando sono ancora trasparenti sarà lei stessa a dichiararsi protettrice della tua casa per sette generazioni.

Altro sistema per tenerle lontane è lasciare un sacchetto di sale fuori dalla porta o una scopa con le setole rivolte all’insù che avrebbe tenuta occupata la janara fino all’alba a contarle e poi sarebbe tornata a nascondersi.

Janara storia vera o mitologia

Si dice che il termine Janara derivasse da una storpiatura di Diana la dea della caccia per la mitologia greca, nome di una sacerdotessa veramente esistita.

Le Dianarae poi diventate Janare erano le sacerdotesse della dea Diana della caccia e della luna.

Donne con un pessimo carattere ossessionata dai bambini che non potendo avere si nascondeva per osservarli nelle case di notte.

La janara del Vesuvio

Un altra leggenda più nostrana racconta di una janara che vivesse alle pendici del Vesuvio in questo caso benevola protettrice del sonno dei vesuviani e dagli spiriti malvagi.

La storia nasce dall’eruzione del Vesuvio del 1858 quando tutti gli abitanti della zona vesuviana cominciarono a sentire di notte le grida strazianti e terrificanti di una donna.

La lava che fuoriuscì fu talmente tanta in quella occasione che riempì un enorme ed antico vallone, chiamato il “Fosso Grande” scendendo fin quasi a S. Vito (Ercolano),fosso che da quel momento divenne attraversabile a piedi.

Si dice che alcune streghe malvage fossero rimaste intrappolate sotto al burrone e quelle fossero le loro urla di maledizione.

Gli abitanti setacciarono tutta la zona sottostante al Vesuvio e non trovarono nulla.

Si rivolsero allora ad una fattucchiera detta a vecchia ‘e Mattavona, che si fece portare sul luogo da cui maggiormente provenivano di notte queste urla e con un incantesimo risolse il problema.

A questa figura si ispirò la Disney per creare la figura della fattucchiera Amelia, ed in un sentiero del Parco Nazionale del Vesuvio nella Riserva Tirone, un bunker della seconda guerra mondiale è stato adattato a casa di Amelia, e al suo interno sono state poste la scopa, il corvo Gennarino ed una serie di ampolle e di alambicchi. Non può mancare anche la sagoma tridimensionale della fattucchiera, la cui figura ricorda anche quelle di Gina Lollobrigida e Sofia Loren.

L’accesso alla Riserva Tirone per chi volesse visitare la casa di Amelia è dal comune di Trecase in Via Cifelli.

Alla Janara del Vesuvio è stata dedicata anche una canzone dal cantautore Andrea Farri.

La notte delle Janare il 24 giugno la riunione delle streghe

Secondo la leggenda la notte tra il 23 e il 24 giugno è la notte in cui tutte le janare di tutta la terra volano in cielo per partecipare al loro sabba, e si riuniscono intorno al fiume Sabato a Benevento dove sotto ad un grande albero di noce veniva appesa una pelle di caprone e recitando dei rituali incomprensibili le ruotassero attorno battendo la pelle con le scope.

“Chella è propete ‘na janàre”

La janara ha ispirato anche un noto detto napoletano Chella è propete ‘na janàre che significa quella è proprio una janara, rivolto ad una donna petulante volgare e maleducata che in una discussione urla sempre e vuole avere sempre ragione lei.

Il film Janara di Roberto Bontà Polito

Alla storia della janara è stato dedicato anche un film horror nel 2014 di Roberto Bontà Polito ambientato a San Lupo nel beneventano una storia di incantesimi streghe e maledizioni.

La storia parla di una strega che nel settecento fu messa a morte nel momento in cui aspettava un bambino.

Tutto parte quando in questo paese cominciano a sparire misteriosamente dei bambini.

Inizialmente si pensa alla presenza nella zona di un pedofilo ma poi si capisce che tutto è riconducibile alla malefica presenza della Janara di Benevento.

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